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Trullo del Brigante Cosimo Mazzei, detto Pizzichicchio

PROMOZIONE E CONTATTI: Sito internet.  www.trullodipizzichicchio.it / contatti per le visite guidate  Cell. 377.2022210

DESCRIZIONE: Gli anni successivi all’Unità d’Italia vedono un Meridione in condizioni socio-economiche profondamente precarie. Il 1861 segna l’inizio di una forma di lotta per la riscossa di quel sud dell’Italia, raggirato da tutti, che vide coinvolti disertori ex garibaldini ed ex soldati borbonici, definiti comunemente “briganti”.

I briganti erano apprezzati e aiutati dai contadini, perché considerati alla stregua di difensori, anche se spesso si rivelarono invece ladri, assassini e saccheggiatori.

Nell’agosto del 1863 fu approvata la nota “legge Pica”, con la quale veniva legalizzato lo sterminio della resistenza antiunitaria nel Mezzogiorno d’Italia, e in circa quattro anni furono fucilati oltre 5000 briganti, tra questi anche Cosimo Mazzeo, detto “Pizzichicchio”, il famoso brigante nato da genitori contadini a San Marzano di S. Giuseppe (Ta) il 13 gennaio 1837.

Il giovane brigante per ben quattro anni ebbe una vita estremamente movimentata e ricca di azioni di guerriglia; grazie a rapidi e imprevedibili spostamenti, riuscì a sfuggire molte volte agli uomini della Guardia Nazionale. Tornò spesso nell’impervio bosco della sua San Marzano, aiutato dai contadini, trovando rifugio in quel “truddu” (trullo), probabilmente costruito dai suoi concittadini, che lo apprezzavano e lo proteggevano. Ma il 4 gennaio del 1864 fu arrestato nella masseria   Leggieruddu nei pressi di Martina  Franca (TA), e fu poi processato e fucilato a Potenza insieme ai suoi fedelissimi concittadini che facevano parte della sua banda il 28 novembre del 1864.

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