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Palazzo Baronale

IL PALAZZO BARONALE

A metà circa del XVI sec., il barone leccese Nicola Prato edificò il palazzo su una precedente masseria, auspicando che con gli anni diventasse presidio di un grande feudo. Fece infatti incidere, sull’architrave della prima finestra a destra, al primo piano, l’augurale motto “Debile principium melior fortuna sequatur” (Miglior fortuna accompagni un timido inizio). L’edificio, portato a termine dal figlio Pompeo, fu concepito come un castello su base quadrangolare, con un piccolo fossato, ma privo di un maschio. Nei sotterranei furono ricavati un frantoio, un mulino, dei granai e i magazzini, mentre al piano terra grandi stanze voltate a botte, la dimora del castellano e una rimessa. Ariose e luminose sono anche le stanze del primo piano. Nel 1743 il palazzo diventò un austero convento dei Padri Gesuiti. Nel 1884 fu acquisito dal Comune, che mise mano a diversi rifacimenti, sino a farne l’attuale sede municipale.

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