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Castello Svevo

DENOMINAZIONE :    Castello Svevo  Oria (BR)

CRONOLOGIA :      XIII  sec.         

UBICAZIONE e CONTATTI : Via Castello

 POSIZIONE :   G.P.S.  Longitudine E 17°38'31  Latitudine N 40°29'56

DESCRIZIONE ARCHITETTONICA STRUTTURALI : La costruzione nel complesso si presenta imponente e maestosa, ha la forma vaga di un triangolo con la base rivolta a sud e il vertice a nord. Il muro a sud è occupato, da destra a sinistra, da tre torri: Torre Quadrata, Torre del Cavaliere, Torre del Santo ed è lungo 88 metri. Il vertice, rivolto a nord ospita la Torre dello Sperono. I  banchi laterali sorsero su pendii molto scoscesi e perciò erano un’ottima difesa naturale, mentre la parte sud fu in seguito potenziata con torri cilindriche e con un fossato munito di ponte levatoio. A sinistra dell’ingresso si apre  una porticina attraverso la quale si accede ad un cortile, lungo e stretto che un tempo costituiva l’antico fossato. Da questa posizione è visibile tutta la poderosa mole del torrione. Una scala porta all’interno della costruzione visitabile. Già il lungo scalone dell’ingresso raccoglie preziose antichità messapiche e greco-romane, provenienti dagli stessi luoghi. Da questa zona si accede all’interno del torrione, la cui architettura è databile al XIII secolo. I due ambienti sono separati da una muratura a spina, con un arco a tutta altezza e due ogivali a imposta bassa sotto la quale c’è un arco a tutto sesto. Sono visibili i resti di un caminetto con graziosi capitelli. Le pareti sono abbellite con le armi per l’annuale corteo storico di Federico II. Una parte della parete conserva una collezione di alabarde di varie epoche. Una scala, ricavata dal muro, conduce in cima al Torrione; una scala accanto alla porta d’ingresso permetta la vista delle Torri angioine; la Torre del Cavaliere fungeva da vedetta e proteggere l’ingresso; la Torre del Salto serviva per dominare il lato orientale. Il percorso di ronda era protetto da un parapetto che è ancora oggi visibile, almeno una parte, nella Torre del Salto. Da questi posti si domina il panorama completo. All’interno della fortezza si apre la piazza d’armi, di 3600 mq. capace di contenere 5000 soldati.

 

NOTIZIE STORICHE E ARTISTICHE : Paul Borget lo definì “un gigantesco gioiello di pietra”. Esso è situato sul colle più alto della città e da quella posizione la vista può spaziare su tutta la pianura circostante. La sua posizione, sfruttando ogni condizione naturale, risulta di grande valore difensivo. Proprio queste caratteristica  gli permise di essere, nei lunghi secoli della sua storia, un avamposto inespugnabile  e degno di essere scelto come luogo di sosta per re e cavalieri e come dimora per principi e marchesi. Vi soggiornarono personaggi illustri come Maria  d’Enghien, Isabella di Chiaromonte, Ferrante e Alfonso d’Aragona. In tempi più vicini a noi si possono citare le presenze dei re d’Italia, della principessa Margareth d’Inghilterra di Guglielmo II di Germania, dell’illustre studioso Mommsen, del Bourget e di tanti altri. Si ritiene che esso sia stato voluto da Federico II intorno al 1225, i lavori ebbero inizio nel 1227 con la sovrintendenza del Giustiziere Calò de Castro e finì nel 1233. Esso nacque su un’area occupata precedentemente da un torrione normanno e dalla cattedrale teodosiana. In cambio della requisizione del terreno, lo stesso imperatore dette al vescovo Peregrino I il Colle del Vaglio e il denaro sufficiente per costruire un nuovo tempio.

Nel corso del tempo il Castello più volte ha dovuto resistere agli attacchi dei nemici, ma subire notevoli danni,  come nella rivolta di Tommaso d’Oria nel 1254, nemico del re  Manfredi, gli assalti del Caldora nel1433, l’assedio di P. De Paz nel 1504. Si deve al principe di Taranto G. A. Orsini un sostanziale restauro del singolare maniero. In seguito furono proprietari del Castello la famiglia dei marchesi  Bonifacio, i principi Borromeo di Milano, i marchesi Imperiali di Genova, il cui ramo della famiglia si estinse nel 1779.

 Attuali proprietari i conti Martini-Carissimo, che nel 1933 lo ricevettero in permuta dal comune di Oria, per il palazzo Martini, che divenne sede dell’Amministrazione. Singolare è stata la trasformazione del maniero, perché i conti Martini avviarono subito i lavori di restauro,  l’ampia piazza d’armi di 3600 mq., fu trasformata in parco, le varie sale furono restaurate, rese fruibili e allestite con i vari oggetti recuperati. Una scaletta interna alla Torre del Cavaliere porta al terrazzo più alto del Castello. Da quella posizione è possibile identificare tutte le strutture, anche quelle stradali, della pianura circostante.

Da est ad ovest è possibile identificare la chiese di S. Francesco d’Assisi, il Santuario di Demetra sul monte Papalucio, il Palazzo Martini, il Palazzo dei Missionari, i conventi d S. Pasquale e di S. Domenico ed infine la Villa Corrado sul monte Iris.  Le cupole di S. Benedetto e della Basilica con i loro campanili tagliano l’orizzonte in direzione del mare Ionico.

Nel cortile interno del Castello, ai piedi della Torre del Salto, là dove sorgeva l’antico tempio del dio Saturno, si trova la Cripta dei SS. Crisante e Daria, chiesa ipogea dedicata ai primi Santi protettori di Oria.

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