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Uliveti monumentali di Puglia

Questo percorso attraversa l’area del GAL Terre del Primitivo che più si distingue per la presenza di uliveti monumentali. L’olivo è la pianta che caratterizza fortemente il paesaggio mediterraneo, sia nella varietà domestica (Olea europea var. sativa) sia in quella selvatica del cosiddetto Oleastro (Olea europeavar. sylvestris). La coltivazione dell’olivo divenne significativa a partire dal V-IV Millennio a.C., arrivando in Puglia dalla Grecia. Questa pratica raggiunse il suo apice durante il periodo delle ville e fattorie romano imperiali, anche se le origini dei più antichi uliveti pugliesi risalgono il XVI secolo, quando nacquero i borghi e una vera e propria gestione dei terreni da coltivare, strappati alla macchia mediterranea, su decisione della signoria feudale.

 Si diffusero allora le tecniche di innesto degli olivastri locali. La tecnica più antica (e più dispendiosa) era quella dei “curmuni” (greco kormòs: tronco) applicata su olivastri adulti, mentre quella che conobbe maggiore diffusione fu quella dei “tèrmiti” (latino termes-itis: ramo staccato) che consisteva nell’estirpare dalle macchie gli olivi selvatici giovani.

Questi antichi oliveti, tra il ‘500 ed il ‘700, produssero l’olio che, dai porti pugliesi, giungeva in tutto il Mediterraneo e l’Europa del Nord. Sono oggi riconoscibili per la disposizione irregolare delle piante, all’epoca non ancora condizionata in filari dalla meccanizzazione della raccolta. Soprattutto, questi uliveti acquisiscono il carattere della monumentalità grazie alla dimensione dei tronchi (da 70centimetri a 1 metro di diametro) che, nei secoli, hanno acquisito le forme più svariate (scultorea-spiralata, alveolare o cavata) dando vita ad affascinanti figure a cui, spesso, la gente del posto attribuisce dei nomi.

Ancora oggi, l’olivicoltura caratterizza l’agricoltura locale. Nella provincia di Taranto insistono diverse varietà di olivo da olio, dalla cultivar ”Coratina” alle “Frantoio” e “Leccino”, sebbene le varietà autoctone (“Ogliarola di Lecce” e “Cellina di Nardò”) siano quelle predominanti tra Avetrana, Sava, San Marzano di San Giuseppe, Fragagnano, Manduria, Maruggio, Torricella e Lizzano. Qui, infatti, si possono ammirare numerosi esemplari monumentali delle varietà autoctone.

Tra il centro di Torricella e quello di Maruggio, si ha la possibilità di attraversare il tipico paesaggio rurale salentino: tra i muretti a secco spuntano le numerose sculture dalle chiome verdi, intervallate- in primavera- dai fiori rosa o bianchi di antichi mandorli. Qui vicino, tra la campagna e Torre Ovo, ci si imbatte, inoltre, nella Piana dei Trulli, con un incredibile numero di truddi, casedde e pajari.

Lunghezza complessiva: 23,5 KM.

Tipo di percorrenza: Bicicletta, Automobile

Periodo consigliato: Primavera, Autunno.

NOTA: Sei un appassionato di Archeologia? Sulla costa di Torre Ovo puoi osservare le strutture di un antico molo che emergono dal mare.

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