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Lizzano

Cenni storici

Riguardo all’origine del nome, si pensa che esso derivi dalla parola dialettale Lezza, in lingua italiana leccio, specie di quercia tipica del meridione. A sostegno di questa tesi vi è lo stemma di Lizzano, rappresentato da un albero di leccio spezzato e legato, con la scritta in latino “FRACTA ET LIGATA REFLORET”, sormontato da una corona ducale. Secondo una tradizione, invece, Lizzano sarebbe sorto come paese nel secolo XI per volere di Albira, figlia di Tancredi, conte normanno. La presenza di alcuni coloni e di molteplici insediamenti monastici nel territorio fanno pensare però che Lizzano abbia avuto i natali tra il IX e X sec. Gli insediamenti che testimoniano la citata presenza sono ancora visibili nella lama alla periferia della città. La chiesetta dell’Annunziata, con la cripta ipogea, risalente al periodo longobardo e  la cripta Basiliana situata in contrada Serra degli Angeli, su una collina denominata monte S. Angelo, è  stata frequentata per motivi di culto anche in epoche storiche successive.

ITINERARIO  centro storico

La passeggiata a Lizzano ha inizio da Largo Crocifisso  con l’omonima CAPPELLA(1) adiacente al Castello Normanno. La chiesetta, che si presenta ricoperta da un naturale strato di calce bianca, è  costituita da semplici elementi architettonici, ispirati alla tipologia mediterranea. 

La nostra visita segue in Largo Rosario per la visita dell’omonima CHIESA DEL ROSARIO (2), sita nella parte antica del paese e edificata nel 1562. Sul lato sinistro della Chiesetta si notano gli  archi di appoggio del Castello normanno, costruiti in seguito al terremoto del 1743.

Svoltando a destra sulla strada provinciale 125 incontriamo il PALAZZO MARCHESALE O CASTELLO(3) , secondo alcuni studiosi costruito su di un antico nucleo normanno dai baroni De Raho intorno al XVI sec., ma ampiamente rimaneggiato in seguito. Della struttura originaria rimane solo un torrione, anche questo rimaneggiato. Il disegno architettonico  non è  in armonia di stile,  ci rivela nel suo complesso che  è opera del XV sec. , perché privo di torri, di fossati, di cinte  murarie che quasi sempre  attorniavano i castelli dei secoli precedenti.  L'edificio aveva la forma di un quadrilatero, con al pianterreno  il frantoio, il mulino, il granaio, i magazzini, le scuderie e la Cappella, ormai chiusa al culto, che  era dedicata a San Francesco di Paola.

In Piazza Plebiscito è presente la TORRE DELL’OROLOGIO(4): l’impianto architettonico ci porta a pensare che si tratta di un torrione del castello, in effetti è riconducibile ad una torre fortificata di avvistamento e difesa, coronata da beccatelli e caditoie, segni tangibili dell’uso difensivo.

Procedendo verso Piazza IV Novembre incontriamo il MUSEO CIVICO DELLA PALEOLTOLOGIA E DELL’UOMO(5) che racconta l’evoluzione della vita attraverso numerosi reperti, che partendo dai fossili ospitano anche reperti risalenti a seicento milioni di anni fa oltre che reperti riferibili dal neolitico all’età medievale.

Proseguendo in Largo Chiesa incontriamo la CHIESA MATRICE(6) dedicata a San Nicola, risalente ad un’epoca imprecisata, certo molto prima del 1500. Dallo strumento di compera del feudo di Lizzano da parte del marchese Chyurlia, si rileva che centinaia di anni prima esisteva la vecchia chiesa madre già dedicata a San Nicola di Bari.

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